Scritto da cerminio
Sembra un avvenimento accaduto ieri, ed invece, son passati già 9 anni da quel primo gennaio del 2002 quando fu messa in circolazione la valuta dell’Euro come moneta unica per gli stati membri della UE che avevano aderito alla stessa, tra i quali l’Italia e la Spagna. Mi ricordo ancora, quell’euforia mista a confusione che pervase tutti noi, in quei primi mesi, quando ci confrontavamo con quei tortuosi calcoli di cambio con le vecchie gloriose Lire italiane per capire se i prodotti che compravamo quotidianamente erano aumentati o meno e, soprattutto, se il nostro fruttivendolo sotto casa ci stava imbrogliando, con il suo nuovo prezzo espresso in euro/cents. Per non parlare, poi, della corsa all’acquisto di nuovi portamonete che, rispetto ai vecchi, erano più capienti e sicuri, visto che, tra i cosidetti spiccioli, circolavano anche quelli che, fino a poco tempo prima, erano banconote del calibro di mille, duemila e 2xduemila lire (2 euro)…mica bruscolini!!
Quanti di noi poi collezionavano le prime monete che provenivano dagli altri Stati della zona euro: almeno per me significava fare ogni volta un viaggio virtuale, immaginando il tragitto che aveva percorso quella moneta di 50 cent. con il ritratto della Regina Beatrice d’Olanda prima di arrivare tra le mie mani. Oggi la circolazione delle monete coniate in altri Stati della zona euro è abbastanza diffusa e non facciamo più molto caso, come all’inizio, della loro provenienza.
Ma per chi oggi, frugando nel suo borsellino, cerca quei 5cent. per poter arrivare a pagare il suo biglietto dell’autobus, non sa che con molta probabilità troverà, tra quei spiccioli, una moneta con una raffigurazione molto cara a tanti galiziani e tanti italiani che vivono o hanno visitato la Galizia. Infatti, l’immagine dei centesimi di euro (5,2,1 cent.) coniati dalla Spagna raffigura la Cattedrale di Santiago de Compostela che, per la sua storia e per la sua straordinaria bellezza artistico architettonica, costituisce uno dei massimi monumenti e santuari cattolici del mondo. Al suo interno, nella cripta, i fedeli venerano le reliquie dell’apostolo “Santiago el Mayor” (San Giacomo il Maggiore) che, oltre ad esser il patrono di Spagna, è ricordato nella storia per esser il simbolo della cristianità: la cattedrale infatti a lui dedicata si è convertita nella storia come la meta del famoso Cammino de Santiago, storico pellegrinaggio di origine medievale.
Ma, se parliamo di centesimi di euro, oggi in Italia, possiamo tendenzialmente solo far riferimento a quella di 5 cent. in quanto, ormai è opinione di diffusa (alla faccia della crisi!), che quelle di taglio minore di due ed di un cent. non hanno alcun valore anzi, creano fastidio e noia per chi si trova a riceverli. In realtà, questo può avere una sua giustificazione nel fatto che noi italiani non siamo culturalmente abituati (parlo della mia generazione) a maneggiare quantità così effimere (ma cmq di valore!!) di denaro…se si fa un passo indietro agli anni ’80, la moneta di scambio di minor valore era la 50 lire che negli ultimi anni serviva al massimo per comprare una gomma da masticare o per pagare l’ascensore del condominio di casa.
In Spagna, invece, l’utilizzo di monete di taglio minore, come una 1 peseta o 5 pesetas hanno rappresentato sempre un fatto quotidiano e per questo, forse che oggi comprare prodotti o servizi al costo di X,37 euro o X,59 euro non suscita nessuna sorpresa o problema tra la gente che esce già preparata con il suo “monedero” pieno di questi spiccioli.
Forse, per tanti di noi, questi centesimi di euro continueranno a non avere un grande valore economico ma, di certo, per chi è stato o vive da queste parti, gli spiccioli di Santiago avranno sempre un valore affettivo, ben più nobile e pregiato, rappresentato da un ricordo di un’esperienza indimenticabile.
