Scritto da cerminio
Lo so che sono passati tanti secoli, ma se vogliamo risalire al primo italiano della storia che ha vissuto in Galizia, dobbiamo far riferimento al periodo della conquista dell’Impero romano in questa terra.
Correva l’anno 138 a.c. quando, il console romano Decimus Junius Brutus, partì da Roma con a seguito il suo esercito, alla volta della penisola Hispania con l’intento, prima di fronteggiare la resistenza dei ribelli capeggiati da Tántalo nella Hispania Ulterior, la zona valenziana di oggi, e poi, dopo un anno, per entrare in una terra cha ancora nessuno era riuscito a conquistare al nord del Portogallo, chiamata a quel tempo Gallaecia.
La storia racconta che, arrivando dalla Lusitania (l’odierna Portogallo), sulle sponde del fiume Limia, sul confine sud della Galizia, la sua truppa militare si rifiutò di avanzare colta dalla paura: si diceva, infatti, che lì c’era il leggendario fiume Lethes o dell’Oblio, secondo il quale chi lo avesse oltrepassato avrebbe dimenticato la memoria, compresa la sua identità e la sua patria. L’intrepido generale romano, sfatando questo mito, senza esitare, tenendo con ardore lo stendardo della sua legione militare, attraversò il fiume e dall’altra sponda chiamò per nome ad ognuno dei suoi soldati dando prova così che non aveva perso la memoria e acquistando nello stesso tempo maggior potere e fiducia nella conquista di questa regione. Ancora oggi nel mese di agosto si ricorda questo evento con la “Festa do Esquecemento” dove si rievocano per le vie di Xinzo de Limia in provincia di Ourense le gesta di questo generale romano e della sua legione.
Ma la conquista della Gallaecia proseguì verso nord lungo il Minius (l’odierno Miño il fiume più importante della Galizia) e arrivò fino alla costa ad ovest che fu chiamata in seguito nella sua zona più estrema Finis terrae, cioè “fine della terra”, il confine del mondo oltre il quale non era più possibile andare in quanto dopo c’era solo l’ignoto costituito dall’allora invalicabile oceano.
Nella sua campagna militare in Galizia, Decimus Junius Brutus, attraversando in lungo e in largo la regione della Gallaecia riuscì con il suo esercito a sottomettere varie tribù locali come i Bracari ma soprattutto, dopo una lunga ed estenuante lotta, i famosi Galaicos (Gallaeci) gli abitanti originari di questa regione… da questa vittoria ricevette dal Senato il titolo di Gallaecus o Callaecus …
Ed oggi, noi ,come rappresentanti moderni dei nostri predecessori antichi romani ci piace pensare che a Decimo Junio Bruto, detto Gallaecus, venga riconosciuto anche il titolo di Primus Italicus Gallaecia.
Ringrazio la testimonianza in Facebook di Fabián Sovera Carracedo che mi ha dato lo spunto per scrivere questo post.


Probablemente el rio Lethes, el río del olvido que cruzó Decimus Junius Brutus era el río Limia, pero no a a su paso por Xinzo de Limia, sino a su paso por Ponte de Lima (Portugal). Decimus Junius Brutus destruyó Lisboa, y, según Estrabón, siguió por Viseu, cruzó el Duero, el Limia por Ponte de Lima y alcanzó el río Miño. La ruta natural es por Ponte de Lima ya que, para llegar al actual Xinzo tendrían que haber atravesado montañas y no parece lo más lógico.
En la página 24 de este archivo (http://anuariobrigantino.betanzos.net/Ab2002PDF/2002%20011_038%20Alberro.pdf) se explica.
En la zona de Xinzo de Limia hubo una gran actividad por parte del imperio romano ya que por esa zona pasaba una vía descrita en el itinerario Antonino.
Por otra parte parece ser que los romanos habían ya llegado por mar al puerto de Brigantium antes de la llegada de Decimus Junius Brutus .
Ah, la storia romana…
Calpurnia gracias por tu comentario: Voy a cambiar enseguida la ubicacion del Rio Limia que pensaba de mis fuentes que se encontraba en Xinzo donde se celebra tambien la “Festa do Esquecemento”.
Aunque otros antiguos romanos en la conquista de Hispania habian puesto antes de Decimus Junius Brutus sus pies en Gallaecia, me gustaba en concreto dar un nombre a lo que entrò en esta manera tan legendaria en Galicia nombrando este general romano como el primero italiano en Galicia de la Historia.
Los historicos y los estudiosos como tu espero que me perdonen!
Una pregunta a los chicos-chicas italianos que viven en Galicia (tierra que quiero como si fuera mia). ¿Que se siente al pensar que hemos pasado da la gloria del impero romano e la actual Repubblica “delle banane”? ¿dal extranjero se siente mas o meno verguenza de la sentimos muchissimos aquì en Italia?
Un saludo a todo el grupo y ¡que viva Galicia!